Lungo periodo di assenza dal blog – ma di solito è segnale positivo: vuol dire che molte cose bollono in pentola.
Una è cotta abbastanza da poterne parlare: ho firmato un contratto con Delcourt (chi legge fumetti sa cosa significa; chi non lo fa… perchè non lo fa?). Sarà una serie semestrale di volumi di 46 pagine nello splendido formato francese. Con completa libertà creativa, grande spettacolarità, e… e vedrete cos’altro.
La serie è nata da mesi di continuo rimbalzo con un maestro italiano del fumetto, Mario Alberti. Ci siamo conosciuti su Facebook (sì: queste cose succedono davvero) e abbiamo iniziato a cazzeggiare via mail. Dicevamo che magari, un giorno, chissà, avremmo potuto fare qualcosa insieme. Poi è nata l’idea della serie e quel ‘magari’ è diventato ‘dai, dai, figo, facciamo’.
Abbiamo fatto crescere la storia in un palleggio di mail che, fosse stato cartaceo, avrebbe raso al suolo mezza Amazzonia (fortuna che siamo due ambientalisti convinti). E poi, beh, poi abbiamo iniziato a far girare un corposo dossier.
Due settimane dopo in Delcourt ci hanno detto ‘lo vogliamo’.
Ho passato la scorsa settimana chiuso in studio con Mario a scrivere, disegnare (beh: veder disegnare…), complottare, pianificare e cazzariare. Ho imparato di più in questi giorni che nell’ultimo anno: scrivere fumetti a livello professionale è un’esperienza nuova, e sono stato tanto fortunato da trovare un amico disposto a insegnarmi le basi del mestiere. Non è per niente scontato.
Se qualcuno si stesse chiedendo se io so scrivere in francese… no, non so farlo: lo leggo e basta. Scrivo le sceneggiature in inglese, poi il prode editor (che è anche uno sceneggiatore di quelli bravi) le traduce in francese.
Se qualcuno si stesse chiedendo di cosa parla la serie… sorry, per ora non posso sbottonarmi. Posso dire che è strana, ma strana davvero, molto character-driven e molto avventurosa. Io alla scrittura e Mario ai disegni ci stiamo ingegnando per mettere insieme le due cose in un modo che, speriamo, dovrebbe essere piuttosto particolare. Stiamo cercando ‘to push the boundaries’, come dicono qui, in varie direzioni. Posso solo dire: vedrete.
Se qualcuno si stesse chiedendo se e quando arriva l’edizione italiana… forse, chissà.
Altre novità sono in arrivo sul fronte dei romanzi, ma ci sarà tempo per parlarne.
Per ora, brindo con f(i)umi di china.



12 dicembre 2011 at 1:43 pm
Auguri per il fumetto!! Da tanto che ne pensi!
12 dicembre 2011 at 3:04 pm
Grazie! Una copia del primo volume è tua, promesso.
12 dicembre 2011 at 3:07 pm
sono proprio contento, e ovviamente ti odio. Primo perché vedere uno come alberti che schizza (nel senso che fa schizzi) dev’essere uno spettacolo, anche se lo conosco solo “lato Bonelli”. Secondo, perché non ci hai detto una mazza e c’hai ammazzato di bavosa aspettativa. Frak…
PS Bello scrivere qualcosa character-driven mentre qualcuno te li disegna sotto il naso in diretta, i character!
Daje.
12 dicembre 2011 at 3:43 pm
Ebbravo! Complimenti vivissimi!
12 dicembre 2011 at 8:07 pm
Beh, che dire… In bocca al lupo ma soprattutto BUON LAVORO! ^^
12 dicembre 2011 at 8:49 pm
Complimenti!
E ora giù a lavorare sodo, che prima o poi spero di potermi leggere l’opera… (il francese ho smesso di saperlo finite le medie, in Italia passerà del tempo prima che traducano… possibilità che esca in inglese?)
13 dicembre 2011 at 12:00 am
Ema: recupera Morgana, con Luca Enoch, e fatti gli occhi…
Francesco: grazie!
Gherardo: crepi il lupo, e cercherò di non deludere.
Tanabrus: chi lo sa. Possibilità ce ne sono di vario genere, ma non c’è molto che si possa dire. Stiamo lavorando per voi, e stiamo lavorando 24 ore su 24 o giù di lì… ci sono anche strane storie su come l’idea è nata. Tutto a tempo debito…
14 dicembre 2011 at 11:08 am
Mi piace Enoch (quando non “si ispira” troppo)! recupererollo. Da quando sono passato ai fumetti americani ho lasciato praticamente del tutto gli italiani, mea culpa…
2 febbraio 2012 at 2:33 pm
aspettiamo il fumetto allora
Un saluto da Lordbad
Vongole & Merluzzi